Miti e Leggende

I Mazzamurelli: Tolkien, cultura celtica e Sibillini

Nel territorio dei monti Sibillini i mazzamurelli sono tradizionalmente considerati quali messaggeri tra il mondo ordinario e il mondo incantato, ovvero tra il mondo terreno e l'aldilà. Creature mitologiche, ma anche ponti tra culture diverse.

Leggenda narra che quando si sentono strani rumori in casa, gli oggetti cadono o si sente bussare sui muri è un chiaro segnale che un Mazzamurello, un folletto di montagna, è in casa.

Un po’ dispettoso, un po’ monello, alla sua presenza viene generalmente attribuito un carattere benevolo e secondo la tradizione fiabesca popolare ha la funzione di recapitare messaggi agli umani: la prossimità di un tesoro, un pericolo imminente per uno degli abitanti o (più spesso) un messaggio di un caro defunto che cerca di comunicare con i vivi.

Nel territorio dei Monti Sibillini, alla pari di altre creature mitologiche, come le fate dai piedi di capra e la stessa sibilla appenninica, creature fantastiche che appartengono tutte a quello che viene definito “piccolo popolo” e “sidhe” secondo la dizione gaelica, i Mazzamurelli sono tradizionalmente considerati quali messaggeri tra il mondo ordinario e il mondo incantato, ovvero tra il mondo terreno e il mondo dell’aldilà.

Sono immagini di quello che Tolkien chiamerebbe “mondo secondario”, ossia riflessi fantastici in grado di rappresentare quanto non risulta visibile, percepibile e comprensibile nel “mondo primario”, il mondo fenomenico dell’evidenza e dell’esperienza.

Di taglia piccola e dall’aspetto elfico, ma grottescamente simpatico, richiama alla mente il più noto Leprechaun irlandese: il folletto famoso per l’ossessiva custodia del suo oro, o di anelli magici, pronto a difendere i propri averi con scaltri trabocchetti. L’associazione con il Leprechaun è da ricondurre all’occupazione Italica dei Galli Senoni, i quali si stanziarono sulla costa orientale dell’Italia, fino alle Marche del nord da cui i miti celtici ereditati vennero tramandati alle popolazioni dell’odierno Abruzzo. Appartenenti alle popolazioni Celtiche (le quali si svilupparono maggiormente tra il IV e il III secolo a.C.), i Galli erano anch’essi caratterizzati da una Religione basata sulla natura, la quale era anche manifestazione del divino e ponte verso il mondo invisibile ed ultraterreno.

Il mondo celtico, e la cultura irlandese in particolare, possono considerarsi un importante nucleo delle visioni incantate attraverso cui, nelle leggende fiabesche, la cultura tradizionale d’Europa ha simboleggiato gli archetipi della realtà.

In uno dei suoi saggi più famosi, “Filosofia del Fantastico“, lo scrittore Cesare Catà fa una straordinaria analisi comparativa delle fiabe e leggende irlandesi e marchigiane per chiarificare la nozione filosofica di “fantasia”. Il libro è un’esplorazione, sulla scorta di Jung e molti altri autori, sul tema degli archetipi fiabeschi e il loro rapporto con la mente umana.

Come molti altri folletti delle tradizioni europee, il Mazzamurello incarna, inoltre, le anime dei trapassati che tornano a visitare i viventi. “I Mazzamurelli – spiega Mario Polia nel suo studio antropologico sulle tradizioni sibilliniche – sono identificabili con la categoria dei folletti delle fiabe popolari. Essi appartengono al mondo mitico rurale e della cultura popolare in genere. Dispettosi, irriverenti e inopportuni, connotati da una valenza etica non del tutto negativa, come quella che caratterizza il diavolo e le streghe, i Mazzamurelli, in quanto ad appartenenza, sono entità concettualmente separate sia dal mondo degli uomini che dalle oscure regioni dei demoni. Il nome sembra derivare da una delle attività preferite da questi folletti, consistente nel dar colpi sui muri o ai soffitti delle case”.

Un folletto quindi che è quasi un ponte tra storie e mondi completamente diversi, un personaggio mitologico e leggendario che fa sorridere, ma che è allo stesso tempo un contenitore di tante culture e rappresentazioni, che si influenzano e scambiano tra di loro; è anche questa la testimonianza della bellezza e della grandezza di questi Monti, capaci di raccontarci ancora dopo secoli, storie dal cuore universale.

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Magic Mountains è un progetto divulgativo per scoprire la magia dei Monti Sibillini e il suo ricco patrimonio culturale, fonte inesauribile di storie, miti e leggende entusiasmanti. Se sei un esperto di questi temi, condividi con noi la tua storia scrivendoci a info@magicmountains.it