Protagonisti delle vette

Giambattista Miliani: uomo e natura

Alpinismo, ambientalismo e magia: l'esperienza di Giambattista Miliani

«Era un bel mattino di settembre ed era da poco levato il sole».
Da lì, Giambattista Miliani affronta l’ascesa al Monte Vettore, sulle cui creste occidentali arriva dopo varie ore di cammino.

Giambattista Miliani nasce nel 1856 a Fabriano, nell’Appennino marchigiano, figlio ed erede di un’illustre famiglia di imprenditori che era riuscita nella grande e straordinaria opera di trasformare l’eccellenza fabrianese della produzione artigianale della carta in un’attività solida e dal respiro industriale,  creando un marchio arrivato fino alla nostra contemporaneità.

Fin da giovanissimo Miliani coltiva i suoi più grandi interessi, studiando e facendo atica: dalla letteratura all’agronomia, fino al naturalismo, quella che sarà la sua vera grande passione.  A soli 28 anni è a capo della grande azienda fondata quasi un secolo primo dall’avo Pietro, a trent’anni diventa socio della Sezione del Club Alpino Italiano di Roma, città dei suoi studi e nel 1887 pubblica il suo primo articolo sul Bollettino del CAI (Vol. XX, n. 53): “Sui Monti Sibillini“.

In questo suo primo pezzo la narrazione sembra essere inizialmente quella di un imprenditore, Miliani infatti nota come quelle montagne paiano «donne anzi tempo sfatte, dalle chiome recise e dai fianchi sconciati», a motivo dell’«opera inconsulta dell’uomo», la cui azione di progressivo disboscamento ha causato «lo sterminio dei boschi», contribuendo «a fare più triste e melanconico lo spettacolo di quelle desolate solitudini». Un’azione, che come motiva Miliani non è frutto di un avveduto e studiato piano di sfruttamento industriale, ma dal mero ed egoistico sfruttamento degli spazi per la agricoltura e la pastorizia. Possiamo pensare a Miliani come quasi ad un precursore degli ambientalisti, da sempre alla ricerca e alla valorizzazione dei giusti metodi per coniugare l’attività dell’uomo con l’ambiente circostante.

Proseguendo nell’articolo ecco che Miliani sveste gli abiti dell’imprenditore, per indossare quelli che sente altrettanto suoi, ossia quelli dell’alpinista appassionato per contemplare la bellezza infinita e la magia dei Monti Sibillini.

[Salendo da Castelsantangelo sul Nera] allo sguardo fino a quel punto rimasto racchiuso in angustissime valli, si offre con grata sorpresa, l'ampia ed inaspettata veduta del Piano di Castelluccio. Veramente è magnifico lo spettacolo di tale pianura, posta a più di 1400 metri sul livello del mare, con in mezzo un colle, sulla cui cima sorgono case da formare un villaggio, ed all'intorno alti monti, lassù diventati colline, quasi a rendere omaggio al grande colosso del Vettore, che domina all'est tutto il vasto bacino.

Il Miliani, dunque, criticamente razionale nella prima parte della sua esposizione, non riesce a non dipingere alcuni commoventi tratti della vita a Castelluccio:

«Qua e là tremule macchie d’una luce roggia facevano strano contrasto col cinereo colore dei placidi flutti. Erano i fuochi che ardevano nell’aie improvvisate, e attorno ai quali ciarlando e cantando, sedevano uomini e donne che, dimentichi delle fatiche del giorno, s’allegravano per quelle liete feste campestri, a cui dà sempre occasione la mietitura».

Nei passaggi successivi il giovane imprenditore ci accompagna per mano nel cuore delle terre dei Monti Sibillini, verso la vetta di quel Monte Sibilla che, per secoli, aveva attirato a sé viaggiatori provenienti da ogni parte d’Europa. Ed ecco che entriamo nel vivo del suo racconto

«Chi si avanza ancora per la cresta, che dopo quel punto discende rapidamente, percorsi appena duecento metri sul versante est, trova la famosa grotta delle Fate, altrettanto meschina per quanto celebre. Corrono su questa grotta (oltre la nota leggenda della Sibilla che l’abitò in antichissimi tempi, e da cui prese il nome questo gruppo, di monti) le solite tradizioni di tesori nascosti, di spiriti infernali che li custodiscono, e quella particolare di conservare incisi sulla pietra, in caratteri che nessuno ha mai potuto decifrare, i responsi della Sibilla».

Miliani provvede a copiare quelle scritte «nella loro forma genuina», ma, egli scrive, «il mio tempo fu male impiegato, perché evidentemente le lettere leggibili mostrano di non essere anteriori al secolo decimoquinto, e, se alcuni sgorbi non sono, come io penso, di pastori o di gente che sapeva malamente scrivere, è impossibile attribuire ad essi un significato più misterioso di quello che può darsi ad una lettera, o ad una sillaba di parola, di cui le precedenti e seguenti lettere o sillabe, siano state cancellate o soppresse».

E anche la leggendaria Grotta pare avere perduto, in quegli anni di fine ‘800, quasi del tutto la propria magia:

«Del resto la grotta è di nessuna importanza; in tutto e per tutto si riduce ad una caverna di forma pressoché circolare di pochi metri di diametro. Le iscrizioni di cui ho fatto parola, e delle quali si legge chiaramente qualche sillaba di nomi di persone, e qualche data, come quella del 1547, sono incise sul calcare all’intorno e sopra la bassissima entrata della grotta».

Quasi nulla, dunque, rimane di secoli e secoli di visite a quel luogo così leggendario. E Miliani non può far altro che ricordare le storie che, sin dal romanzo cavalleresco “Guerrin Meschino” di Andrea da Barberino, si narravano a proposito di quei monti.

L’esperienza di Miliani si concluse così in quel 1886, tra riflessioni sul ruolo dell’uomo e la nature, l’emozione per la visione di quei passaggi mozzafiato e la fascinazione per questi misteri irrisolti di cui il Monte Vettore e il Monte Sibilla si fanno ancora oggi custodi.

Tutto sembra essere finito, sulla cima di quel monte. Niente più storie. Niente più leggende, se non deboli tracce di racconti ormai quasi del tutto dimenticati. Tutto terminato? No. Il mito, che permane ancora vivo e Magic Mountains vuole dare spazio alle vostre storie. Scriveteci e raccontateci le vostre esperienze in vetta a info@magicmountains.it

Magic Mountains è un progetto divulgativo per scoprire la magia dei Monti Sibillini e il suo ricco patrimonio culturale, fonte inesauribile di storie, miti e leggende entusiasmanti. Se sei un esperto di questi temi, condividi con noi la tua storia scrivendoci a info@magicmountains.it